Il valore della solidarietà in Europa
Lorenzo Zucca*
I referendum francese e olandese hanno storpiato il neo trattatocostituzionale prima della sua nascita. Se questo testo, delegittimatocom’è, vedrà la luce sarà una questione che verrà presto discussa inuna futura riunione intergovernamentale.
Il Progetto Europeo, tuttavia, non può e non deve finire qui. Alcontrario dovrebbe iniziare adesso. Dovremmo imparare dalle sconfittecome quelle che vengono dalla Francia e dall’Olanda. Non dobbiamo averpaura di sbagliare per il futuro, dovremmo lanciare nuove idee perun’Europa migliore.
La ragione di ciò non è da cercarsi nelle nostreorganizzazioni di governo, com’è stato per altri progetticostituzionali. Nel caso europeo, il progetto costituzionale è vittimadel suo successo. La stabilità, la prosperità e la pace sono stateassicurate di buon grado in Europa. È prevedibile, e desiderabile chela stabilità, la prosperità e la pace all’interno dell’Europa rimarràuna caratteristica fissa del nostro continente. Da questo punto divista, non abbiamo bisogno di una costituzione forte, abbiamo solobisogno di riaffermare i vecchi principi. Quindi, sembrerebbe a primavista che un progetto costituzionale sia solo un extra non necessario.
La verità, tuttavia, è che le nazioni europee non sono molto sane preseseparatamente. La Francia sta vivendo un’enorme crisi del suo modellosociale, il livello della disoccupazione ha reso evidente che lepersone che vengono meglio protette in Francia sono quelle che hannogià privilegi derivanti dal loro status di lavoratori. L’Olanda stavivendo una crisi culturale/politica che sta sfibrando le basi liberalidella sua struttura governativa. La crescente intolleranza verso imusulmani è solo indice del comune problema di identità. L’Italia, perfare l’esempio finale, è descritta da numerosi giornalistispecializzati come la nazione che sta vivendo una crisi economica.
La cura per questo malore, credo possa essere trovata solo in un’Europapiù forte, che dovrebbe aiutare ogni singola nazione a trovare unasoluzione ai propri problemi interni secondo dei solidi principi. Perfare ciò, faccio presente che la solidarietà dovrebbe essereconsiderata come il valore più importante che unisce noi tutti. Inprimo luogo, la solidarietà verso i nostri connazionali. Non possiamofar finta di niente di fronte al fatto che i nostri piccoli privilegilimitino le opportunità di altri. Per esempio, uno stato del benessereforte e statico può creare protezione per alcuni, ma irrigidisce ancheil livello d’entrata nel mercato del lavoro per molti (si veda lacrescente disoccupazione in Europa). In secondo luogo, la solidarietàverso nuovi stati membri. La caduta del muro di Berlino ha tolto iprivilegi a molte persone. Quando ciò è accaduto si rivolseroall’Europa chiedendo aiuto e integrazione. Su quali basi si potevarifiutare di aiutarli? Non riesco a trovare una buona ragione per unrifiuto. Hanno già fatto molti sacrifici per entrare a far parte dellanostra famiglia, e a medio termine ci porteranno molti vantaggi più diogni altra cosa. Perché dunque dovremmo avere paura di aiutarli a farsistrada nell’Unione Europea?
In terzo luogo, la solidarietà verso i più poveri del mondo.Di nuovo, la domanda è: possiamo noi veramente agire come se nullastesse accadendo, e goderci la nostra dorata torre di Babele senza farnulla per rimediare alle ingiustizie che ci circondano? Non credo chepossiamo, e credo che facciamo ancora poco in questo campo. Dovremmoessere uniti per portare intorno a noi un messaggio di speranza e unaiuto sostanzioso verso la ricostruzione.
Tutto ciò è necessario non solo sulla base dei sentimenti puri del“buon samaritano”. È necessario perché nel mondo in cui viviamo oggi ladistinzione tra problemi interni ed esterni non esiste più. Non saremmoin grado di risolvere i nostri problemi senza pensare a quelli diqualcun altro. Dopo tutto, che vantaggio ci sarebbe ad essere lapersona più sana quando le persone intorno a noi sono deboli e malate?Per essere onesti, la necessità di solidarietà è sempre esistita, ma iconfini e la mala interpretazione ci hanno sempre ostacolato nel vederela realtà. Ciò non è più possibile.
Il Progetto Europeo, quindi, dovrebbe basarsi su valori fortidi solidarietà. Inoltre, dovrebbe riflettere su tutte le questioni chene scaturiscono. Decidendo di annullare il debito dei paesi più poveri,il G8, guidato e ispirato da Tony Blair, ha fatto il primo passo permettere in pratica il valore di solidarietà a livello internazionale.Dovrebbe essere fatto di più, la solidarietà può lastricare il sentieroper un futuro migliore per l’Europa, e oltre.
Firenze, 17 giugno 2005
*Lorenzo Zucca è ricercatore presso l’IstitutoUniversitario Europeo di Firenze, dove ha in precedenza ottenuto un PhDin Legge. Da agosto 2005 sarà lecturer in legge presso l’Università diAberdeen in Scozia.
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