Quick Collection

Il giornale di Vision raccoglie articoli preparati dalla redazione o anche da giornalisti che di Vision sono amici: ciascun contributo sarà dedicato a questioni di particolare attualità ed interesse e sarà finalizzato a sollecitare risposte e lettere da parte dei lettori, nonché a lanciare sondaggi, tra chi visita il sito, su questioni di particolare rilevanza.

Il sonno della ragione

A Roma una donna viene selvaggiamente aggredita, a Perugia si consuma un tragico delitto, in un autogrill un tifoso laziale incontra la morte: questi fatti hanno contribuito ad alimentare la paura della criminalità e la percezione di insicurezza diffusa negli ultimi mesi. 
E se da un lato, televisioni, giornali, internet, non parlano d’altro se non di quanto sia difficile valutare la sicurezza del proprio territorio, dall’altro la società intera si interroga su quale sia il valore reale della sicurezza, e si chiede: rappresenta un’emergenza? Quali i possibili approcci?

La fine di un sogno chiamato Europa

Qual è l'ampiezza della crisi che l'Europa sta attraversando? Si tratta di una crisi irreversibile? E dando spazio alla nostra immaginazione, che tipo di Europa desideriamo veramente? Dopo i “no” di Francia e Olanda al Trattato costituzionale, il position paper di Vision dà il via a contributi sul futuro del “sognoeuropeo”.

New Europe quick collection

Saranno le elezioni politiche europee a dare forza, oppure a far naufragare l'Unione Europea e la sua nuova Costituzione e Commissione? Alcuni amici di Vision hanno risposto alle nostre domande.



Il sonno della ragione



I recenti dati di cronaca dimostrano come la paura della criminalità ed il timore di esserne colpiti, non solo esistano fra la popolazione, ma siano anche diventati un allarme sociale. A questa percezione del senso di insicurezza ed alla corrispondente diminuzione del senso di solidarietà e di coesione fra i cittadini, sembra essersi accreditata un’unica soluzione: un più visibile, costante rinforzo numerico del personale di pubblica sicurezza sul territorio nazionale.
Ma è davvero così? Ma la sicurezza è sul serio la priorità assoluta della società italiana? Più dell’occupazione, del debito pubblico e della riforma delle pensioni? Del terrorismo, del cambiamento climatico e persino della qualificazione agli europei della nazionale di calcio?
E, comunque, sono giusti la strategia, l’approccio al problema, gli strumenti che stiamo utilizzando o proponendo?
Il position paper di Vision raccoglie alcune prime evidenze rispetto alle quali ci aspettiamo di sviluppare proposte più articolate. Tuttavia, le prime evidenze già raccontano che un problema nel modo di trattare la questione sicurezza esiste: ed è un problema che ha a che fare con l’approccio al problema.


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Il sonno della ragione
a cura di Vision



la fine di un sogno chiamato europa



Sono i referendum di Francia e Olanda i segni di una crisi irreversibile dell’Europa?
La crisi è forse ancora più ampia, significativa di un declino ancora più grande dell’intero insieme di valori (democrazia, razionalità, apertura) sui quali furono costruite le nostre società? Quali opportunità e come preservarle dai pericoli? Come si relazionano tra loro diverse alternative di interpretazione del problema (lavoro e competitività, stabilità e welfare, allargamento, efficienza e legittimazione delle istituzioni)? Quanto è forte la relazione tra democrazia e competitività? Di che tipo di Costituzione abbiamo bisognone nel XXI secolo e quali furono i meriti e gli errori del trattato? Che tipo di Europa ci immagineremmo se potessimo ridisegnare radicalmente la sua mission e i suoi meccanismi? Quali dovrebbero essere i suoi confini? Da dove dovremo incominciare per coinvolgere seriamente i giovani, i segmenti mobili dell’opinione pubblica nella costruzione di una nuova Europa? Può la Presidenza inglese essere la giusta opportunità per sperimentare un nuovo metodo per portare avanti il progetto? Dopo i “no” di Francia e Olanda al Trattato costituzionale, il position paper di Vision dà il via a contributi internazionali sul futuro del “sognoeuropeo”. Ciascun articolo è un invito ai lettori a proporre ulteriori opinioni ed idee.


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La fine del sogno europeo
a cura di Vision

L'Unione europea è al limite del suo allargamento
Borislav Gradinarov, (Sofia) Professore all’Institute for Philosophical Research, Bulgaria

Un commento serbo sul futuro dell'Europa
Aleksandra Bobic, (Belgrado) corrispondente dall’Italia del quotidiano serbo Vecernjenovosti, Serbia

Alcuni commenti sul "no" francese
Stéphane Andre, (Brussels), Funzionario della Commissione europea, Francia

Un'Europa a due velocità. Finalmente
Ann Mettler, (Brussels) Direttore esecutivo del Lisbon Council, Germania

Riflessioni sulla crisi europea
Menachem Rabinovitz, (Gerusalemme) Direttore del think tank Vision for Israel, Israele

Europa: uno scontro di sogni
Deniz Akkan, (Istanbul) PhD in EU Economics alla Università di Marmara, Turchia

Tony d'acciaio
Daniel Schwammenthal, (Brussels), editorialista del Wall Street Journal Europe, USA

Dopo i "no" di Francia e Olanda
Francesca Paci, (Torino), giornalista de La Stampa

Il voto francese è una buona notizia per l'Europa
Natalia Leshchenko, (Minsk) PhD alla London School of Economics, UK

La nuova vecchia politica europea
Richard Gowan, (Londra/New York), UK

Il valore della solidarietà in Europa
Lorenzo Zucca, (Firenze), ricercatore all’EUI, Italia

Dopo il referendum francese
Riccardo Venturi, collaboratore di Reset, Francia

La necessità di una scossa profonda
Bernardo De Miguel, giornalista di Cinco Dias, Spagna



new europe quick collection



Che Europa esce da uno dei mesi più importanti della sua storia recente? Sono le elezioni politiche europee l’inizio della fine del progetto dell’Unione? Che forza possono avere la nuova Costituzione e la Commissione che si sta formando? Alcuni amici di Vision hanno risposto alle nostre domande, accogliendo anche l’invito a partecipare al nuovo progetto di forum delle think tank europee.


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La calda estate dell'Unione
Introduzione a cura di Vision

La sfida della Turchia
Deniz Akkan (Istanbul)

Nazioni senza stato: un punto di vista da Barcellona
David Bassa (Barcellona)

L'accusa reciproca
Koert Debeuf (Bruxelles)

Il tradimento della "nuova frontiera"
Tibor Dessewffy (Budapest)

Lo strano mese del Portogallo
Joana Mateus (Lisbona)

La prospettiva dall'isola
Claire O’Brien (Londra)

La partecipazione silenziosa alle elezioni europee
Francesca Paci (Roma)

Perché Israele e l'Europa dovrebbero stringersi la mano
Menachem Rabinovitz (Gerusalemme)

L'"eurostanchezza" del Nord
Martina Rydman (Helsinki)